Oss.07 La necessità dell’artista inutile

Oss. 07 La necessità dell’artista inutile

Ossessione stimolata dalla lettura del nuovo testo di Mario Perniola, L’arte espansa, ed. Einaudi Torino 2015.
Questo post è difficile. Personale e consolatorio. Spietato e paradossale.
Da una parte si potrebbe dire che nella società dello spettacolo finché non hai successo non hai alternative all’inutilità. E ciò legittima la necessità dell’inutilità.
Dall’altra mi piacerebbe immaginare, posizione molto personale, che la vera nuova forma di un artista sia proprio quella di tentare ossessivamente di sfuggire a questo suo oggi scontato destino, in un percorso che lo porta a scoprire la sua artisticità in un modo totalmente diverso da quello che pianifica e aveva immaginato.
Si apre dunque nella contemporaneità l’opportunità dell’artista che combatte contro se stesso e questo suo definirsi tale, che diviene solo una catena sotto la quale pesa una grande palla di ferro. L’artista è il primo nemico di se stesso, processo inteso come unico modo dato di ridefinire il concetto stesso di arte anziché come sua artisticità intrinseca.
Un po’ come lo scrivere questi testi sulle ossessioni, pratica terapeutica inutile e volta verso se stessi, meno verso gli altri, a constatare che in opposizione all’impossibilità di avere successo c’è solo lo sfuggire volontariamente al successo; un po’ come il profilo di un social network (la proiezione di se stessi), per fare un esempio a cui siamo oggi molto abituati.
Contro il successo? Potremmo dire? Tentativi multipli di sfidare il destino ingrato.
Ma c’è un’altra possibile lettura, ovvero lo sviluppo del fare teoria/critica dando esclusivamente a se stessi (la condizione espansa a cui fa riferimento Perniola) l’oggetto delle proprie attenzioni. Non sono l’artista ma il critico di me artista. L’arte che faccio dunque vale solo come oggetto delle critiche che gli devo fare (auto terapia), anche in questo caso serve solo a me e non al mondo esterno, alimentando così l’opportunità di dare vita a un’idea di artista, un artista inutile, che si chiama con il mio nome, che ha fatto sì gli studi formativi giusti, che esercita sì un’attività artistica nella realtà ma che in realtà è solo l’oggetto delle mie stesse attenzioni e il frutto dei miei desideri, quelle sì molto più importanti.
Non sono un artista ma solamente la proiezione dell’idea di esserlo, creazione e necessità delle mie riflessioni…

perniola-arte-espansa-cover

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