Oss. 10: personal architect (serenity)

Pensavo a questa idea, tra una bolletta e l’altra da pagare…
Lanciare il personal architect ovvero, dopo il personal coach, il personal shopper, il personal stylist, è giunto il momento del personal architect.
Contro l’idea dell’architetto tecnico che fa le cose per bene (che poi si scopre che non è vero), si offre l’architetto per l’occasione. L’architetto a tempo. L’architetto a consumo.
Che fa le cose esclusivamente per sognare! E però poi i sogni fuggono via..
Immaginate la scena topica di Cenerentola (lei che fugge dal ballo perché sta per ridiventare stracciona).
Descriviamo la possibile situazione:
Dovete fare una festa? Chiamate il vostro personal architect.
Lui vi sceglie la location, ve l’allestisce e mette le luci, creando una super atmosfera, poi vi seleziona gli invitati, sceglie la musica, imbastisce il buffet, balla e si diverte, e poi proprio quando vi siete quasi innamorati di lui cessando quel sentimento di pentimento per averlo chiamato, effettivamente sparisce.
Rimane l’idea che tutto è sporco, che tutto è da rimettere in ordine, che la festa sì bella ma che fatica, che il prossimo anno non lo so se la rifaccio, che ora riprendere con la quotidianetà è più complicato di prima, che mannaggia a me che mi faccio prendere…
E il personal architect?
Dove è finito?
Evanescente come l’aria.. Sublime come il momento che te lo dimentichi..
Torna la serenità (in sottofondo ascolti serenity).
Serenità quasi inquietante, la linea del battito cardiaco senza mai un picco, il registro della tranquillità dell’apatico trascorrere del tempo lineare…

No perditempo, solo referenziati.