INFINITE TXT

Coltivare il genio (ovvero il proprio malessere)

ian curtis

Il genio va coltivato, non nasce sotto i cavoli. Come ogni cosa serve il talento, che ha bisogno di essere innaffiato ogni giorno, non nasce per caso e non ha nulla a che fare con l’umiltà e il rispetto delle regole. Per coltivare il genio occorre coltivare la sregolatezza, il malessere, il disagio psichico, la tragica consapevolezza della follia esistenziale, l’inadeguatezza delirante del proprio io, le crisi epilettiche del proprio quotidiano e non illusioni consolatorie di un benessere infondato, inesistente, totalmente fuori luogo.

In questo senso bisogna rifuggire la coccola del “bello” del “piacevole” del “garbato” dell’ “edulcorato” del “sofisticato” del “brillante”. Tutte categorie che tentanto di distoglierci dalla realtà. Strumenti utili a circuire ma non a chiarificare. La tragica realtà non va camuffata per sentirsi meglio. Sentirsi peggio aiuta di più.

Esporsi al proprio male (ognuno al proprio) è dunque uno strumento necessario e indissolubile nel proprio stare al mondo. Perché la verità è nelle viscere piuttosto che nell’accomodante superficie.

Una persona che sta male ha delle possibilità in più di dire cose interessanti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...