Una nuova piazza per San Donato Milanese

Strategie d’intervento (relazione di progetto)

Il progetto proposto si basa su due direttrici d’intervento:

  1. In relazione agli indirizzi d’intervento a medio e lungo termine si sconsiglia di utilizzare le risorse impegnate da questo concorso per il rifacimento del suolo della piazza e dello spazio pubblico, relegando questi interventi successivamente secondo un piano strategico che possa davvero mettere a sistema le potenzialità degli spazi e dei servizi rivolti alla comunità (pubblici e anche privati) in un ambito urbano più ampio (come quello oggetto dell’attenzione del concorso) attraverso una progettazione coordinata, tramite delle linee guida di intervento che definiscano il sistema di pavimentazioni, minerali e/o naturali che siano.
  2. In relazione alla previsione di spesa per gli interventi da realizzare si consiglia invece di concentrare l’importo delle opere (pari a 700M €) per realizzare una struttura per il mercato pensata e disegnata ad hoc in modo da ottenere un elemento di design urbano che possa valorizzare l’attività stessa del mercato e dello spazio della socialità, attività ritenuta capace di avere un alto livello aggregativo per ridefinire e rigenerare lo spazio urbano della comunità e di cui si consiglia anche di immaginarne un uso più frequente della sola volta a settimana.

Rispetto dell’esistente

A conferma della direttrice d’intervento 1, in una strategia resiliente di trasformazioni urbane la situazione dello stato attuale non è considerata così negativa ma ancora “capace di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà” (per usare la definizione di resilienza).

effetti indesiderati causati dai cambiamenti climatici nelle città e la loro incapacità infrastrutturali nel sostenere i nuovi mutamenti che devono portare inevitabilmente a immaginare nuovi percorsi di rifunzionalizzazione tramite strategie resilienti

Come ad esempio il disegno del suolo che definisce le aree che interessano l’area di progetto attraverso il disegno geometrico (la direttrice del percorso pedonale in asse con la Pieve di San Donato; la scacchiera a ridosso della Via Emilia; le vasche d’acqua oggi svuotate con disegno ad arco che creano un piccolo dislivello del suolo; il disegno regolare e coordinato con le alberature dei percorsi all’interno delle aree a parco e della pista di pattinaggio; e anche il disegno dello spazio adibito a parcheggio a contatto con il Rondò della Pieve).

Lo stato dei luoghi così fortemente connesso con il suo disegno rendono inevitabile immaginare una trasformazione per gradi e per tempi diversi anche in relazione alle opportune trasformazioni di una mobilità sostenibile (creazione di una rete di aree pedonalizzate che superi la staticità di una singola area ma vada verso il miglioramento della qualità della vita nei suoi luoghi, con particolare attenzione per l’aspetto della riduzione del traffico veicolare privato e per la rivalutazione degli spazi destinati alla collettività attraverso la loro messa in rete).

Occorre che il progettista (nell’idea più alta che possiamo avere di lui) lavori creativamente alla scrittura degli strumenti che possono davvero mutare la città più che ai disegni di oggetti così da permettere queste “rivoluzioni” nel modo di concepire lo spazio (anche quello già definito).

Non è poi così importante che un’area destinata a parcheggio rimanga tale nel suo disegno ma piuttosto che questa stessa area possa essere destinata ad altro.

pratiche di parkour, nuove modalità di prendere possesso dei luoghi in apparenza abbandonati; forme di riapparopriazione delle città e dei suoi luoghi che devono stimolare e alimentare nuove strategie urbane virtuose.

Il problema del progetto è il suo dover definire la sua concretezza perdendo la sua capacità di essere strategico. Ma così non esiste pianificazione che invece è fondamentale nel momento storico in cui viviamo.

Queste sono alcune proposte di interventi/strategie da porre in atto metodologicamente per pianificare l’ambito urbano più ampio con alcune sue proposte attuative specifiche:

  1. eliminazione della destinazione: il parcheggio dell’area a ridosso del rondò (ED);
  2. eliminazione o attuazione di soglie più permeabili tra diversi luoghi o spazi pubblici e/o a destinazione della collettività (ES);
  3. sistema di pavimentazioni definite e riconoscibili che creino anche visivamente un “sistema rete” tra i diversi luoghi della collettività (SP);
  4. il potenziamento delle aree pedonali e delle zone 30 (30);
  5. processi partecipativi nell’uso degli spazi collettivi (assegnazioni temporanee per l’uso degli spazi e/o di luoghi) così da moltiplicare le capacità aggregative e riorganizzative degli stessi (PP);
  6. investimento in nuove o rinnovate attività (come il mercato) tramite dispositivi urbani (design urbano) (DU): 1-il mercato ; 2-lo spazio per le feste e le fiere ; 3-le attività di navigazione leggera (attività che possono anch’esse ricadere nei processi partecipativi del punto 5).

Il mercato

L’impianto del mercato è raccolto dalle sue strutture in una sorta di grande piazza di forma ovale (di circa 14.000mq) così da rafforzare la percezione di uno spazio conchiuso. Si è scelto di proporre una soluzione che è sia aperta che coperta tramite un sistema di strutture a tenda.

Il disegno dell’impianto gioca nel sovrapporsi al disegno delle pavimentazioni e dei percorsi attuali, sovrapponendosi ed incrociandosi e dando così luogo ad un nuovo disegno multi composto.

Una particolare attenzione è data al percorso in asse con la Pieve che taglia le strutture del mercato mentre alcuni moduli/box del mercato sono slittati lì dove necessario a causa della presenza di alberature.

All’interno delle strutture si trovano i 95 stalli del mercato dislocati nei 5 bracci definiti dall’impianto (2 ad arco e 3 longilinei).

Le strutture saranno allacciate alla rete elettrica, idrica e fognaria che si distribuirà linearmente lungo i singoli box secondo la loro disposizione lineare.

Le strutture

Le strutture del mercato sono realizzate ispirandosi ai tendoni da circo o a quelli dei beduini, con strutture in legno riciclato così come i banchi degli stalli e con tessuti tipo tende.

Oltre le tende sarà preservato uno spazio profondo 170cm per il passaggio delle persone e l’interlocuzione con i banchi. Al centro della tenda saranno collocati i banchi del mercato con uno spazio per gli addetti interno. L’illuminazione sarà garantita da tubolari neon led appesi alla struttura.

Il disegno del tessuto delle tende è pensato come una sorta di texture a triangoli alternati nei colori bianco e giallo.

La copertura sarà realizzata in lamierino metallico con lieve pendenza per far defluire le acque meteoriche.

Circo

Il circo evoca un immaginario oramai consolidato pur rimanendo sempre una struttura chiaramente effimera ed itinerante. I suoi materiali influiscono nell’imprimere questa sensazione così come i suoi colori e le sue geometrie decorative.

Tende dei beduini

Anche le tende dei beduini offrono un immaginario effimero ed itinerante consolidato nel tempo dalla storia di un popolo sempre in viaggio. La struttura costituita da pali viene sormontata da un’unica grande tenda che conforma uno spazio a diverse altezze e volumetrie.

Verifica di coerenza e stima dei costi

La richiesta della verifica di coerenza rappresenta uno strumento interessante su cui però sarebbe bene aprire una seria riflessione su cosa significhi in ambito concorsuale.

Se da un parte, legittimamente, si chiede la coerenza degli interventi con il programma funzionale del bando, non si può tuttavia prescindere dal fatto che l’occasione stessa del concorso di progettazione sia connaturata dal “dovere/necessità” del progettista di rispondere non solo per quel che riguarda l’offerta di un progetto ma anche come modalità operativa di intervenire del professionista e dunque la richiesta che viene fatta ai progettisti scava nel profondo delle loro capacità intellettuali di fornire una risposta che non sia oggettuale ma metodologica.

Per questa ragione la coerenza ricercata va intesa nella fiducia che il progettista ed il progetto riescono a trasmettere all’organo decisore (la giuria) nell’assolvere alle richieste e alle esigenze della stazione appaltante.

La risposta (il giudizio) non dovrà mai essere obiettiva ma decisamente soggettiva.

Così da evitare che sia un giudizio di merito a definire l’iter progettuale e non piuttosto un’intesa poetica sulla strategia da adottare, per intendersi non si giudica un libro per le informazioni che da ma per il coinvolgimento che crea.

A tal riguardo anche la verifica dei costi (si veda sotto) può sì rappresentare un dato importante per cui si evincono le modalità strategiche con cui si intende l’approccio progettuale ma non può essere intesa come una verifica numerica concreta, essendo essa stessa per default un dato definito al di fuori di una dimensione per davvero reale.

Box tipo mercato (6x5m)
DescrizioneDimensioniCosto unitarioPercentuale sul costo totale
Strutture in legno riciclato (elementi lineari a forma rettangolare 6x12cm) e pedana pavimento (30mq)Elementi strutturali: 31ml Pedana: 30mq€ 3.050,0042%
Tenda di rivestimento in tessuto20mq€ 1.150,0015%
Banchi di lavoro in legno riciclato4,5mq h90cm (1 ripiano, 1 sottofondo passa cavi)€ 800,0010%
Copertura in lamierino e plastica traslucida (compreso sistema di bordatura sul perimetro del cambio materiali)30mq€ 1.160,0016%
Impianto idrico ed elettrico (compreso fornitura sistema illuminazione in tubolari neon led)A corpo€ 1.200,0017%
Totale Singolo Box(30mq)7.360,00100%
Costo 95 box
699.200,00

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