L’e(ste)tica del male

[titolo modificato il 14 luglio]

Per superare il grande evento del Covid-19 sento necessario il recupero di un’estetica del male, oggi scomparso dalla scena artistica e/o del pensiero, a causa del sistema dittatoriale messo su in particolar modo dai social network in una tensione tutta tesa ad un’etica sempre positivista e ad un’estetica sempre glamour/patinata.

Ma neanche tanti anni fa (ma anche tanti anni fa) la scena culturale (sicuramente più predisposta a scelte estreme e radicali) metteva in circolo un’estetica della perversione, disturbata che poi finì a sua volta fagocitata in un sistema mediatico/commerciale in forma edulcorata e che oggi, rivisitata, potrebbe farci bene ad essere più capaci nel saper guardare al male come patrimonio della nostra natura.

Costruzione di una galleria visiva di riferimenti

lovercraft, il mito di cthulhu (disegni delle creature)

david lynch (dal suo immaginario visivo)

matieres fecales (performing artists, from instagram)

90’s aesthetic (miscellaneous)

Jake & Dinos Chapman (sculture)

David Cronenberg (filmaker)

Prodigy Smack my bitch up, 1997 (frame dal videoclip)

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