In questa serie di collage digitali si è tentato di “accelerare il pensiero attraverso le immagini”. In che senso? Nel senso letterale, ovvero tentando di costruire una serie di collage che “vomitassero” o se volete esplicitassero le connessioni di pensieri diversi e diffusi che, nel momento stesso della loro produzione, passavano nella mia mente.

Ha senso? L’unico senso è il fatto che non ne abbia, ovvero che sia un esercizio, quasi come un recettore elettronico di impulsi, per radiografare connessioni cerebrali sparse e/o influenzate da letture, pensieri, connessioni, scambi, influenze esterne le più varie.

Su ognuna di esse si potrebbero aprire tutte nuove storie ma è pur sì vero che accelerando il tempo si riduce.

fatti di cronaca concomitanti a Roma: a seguire l’arresto dello street artist Geco, lo sgombero del Cinema Palazzo nel quartiere San Lorenzo avviene negli stessi giorni dell’inaugurazione del nuovo centro commerciale Maximo su via Laurentina, mentre comincia il dibattito sulle prossime candidature per il governo della città che in particolar modo vede il sindaco attuale Virginia Raggi e Carlo Calenda, ex ministro, contrapporsi, qui ritratti in fotografie particolari.

Influenzato dai testi di Nick Land (è da poco uscita la traduzione di una serie di suoi testi nella raccolta “Collasso”, Luiss University Press) ho tentato di mettere assieme robotica (un amico mi ha parlato del suo recente acquisto, l’oculus quest2) ad una grafica accelerazionista di un articolo del The Guardian e un’immagine di un negozio Gucci con le bandiere comuniste in Cina, ma mi mancava uno sfondo di ambientazione e non so perché mi è venuto in mente “Déjeuner sur l’herbe” di Edoard Manet (c’è anche il personaggio di Twin Peaks, mia ossessione da sempre, Ronette Pulaski quando viene rinvenuta dopo la notte dell’omicidio di Laura Palmer).

Anche in questo caso il collage risente dal mondo accelerazionista landiano: il numogramma appare negli esperimenti theory -fiction della CCRU (Cybernetic Culture Research Unit), il gruppo fondato e diretto tra gli altri da Nick Land attivo dal 1995 al 1997. Il numogramma è l’esempio più evidente di iperstizione filosofica, uno dei concetti più importanti di Land. Per costruire questo numogramma ho tradotto la parola aporia in cinese (il cui significato è “problema le cui possibilità di soluzione risultano annullate in partenza dalla contraddizione”), ho pensato intensamente all’immaginario così iconico di Tron (la versione del 1982) per cui ho usato un fotogramma, ho poi inserito alcune immagini/diagrammi spesso associati al numogramma landiano, inserito un’immagine femminile tratta dall’archivio di immagini DIS e infine poppizzato il collage con l’inserimento del doppio Elvis warholiano.

Di nuovo influenzato dalla cronaca di Roma dove alcuni adolescenti si sono dati appuntamento al Pincio per dare vita a delle risse e dalle successive discussioni critiche e l’associare il fatto ai problemi dettati dalle restrizioni sociali del momento storico a causa del Covid e dell’uso deviato e compulsivo dei social media in una sorta di vita in diretta continua, ho ripescato nella memoria riflessioni e iconografie cinematografiche. Sicuramente James Dean di “Rebel without a cause” che da nome al collage così come Brad Pitt di “Fight Club”. La statua di Leonardo da Vinci con mascherina contestualizza il tema del collage.

Ancora influenzato da questa vita perennemente on line, rafforzata ancor di più dalle restrizioni sociali dettate dall’emergenza sanitaria Covid, questo collage si basa sulla scoperta dell’ASMR (autonomous sensory meridian response) una pratica di “massaggi mentali” che ha avuto una sua maggiore diffusione mediatica con l’ausilio della diretta streaming dove un medium (l’ASMR artist) produce effetti sonori tali da produrre delle vere e proprie sedute di terapia negli ascoltatori che possono trovare ausilio in problemi di stress, ansia, insonnia. Il collage ingloba inoltre un’immagine iconica virata in rosso di una “scimmia astronauta”, omaggio alle sperimentazioni pioniere dei primi lanci nello spazio, assieme al personaggio T-1000 (Terminator Serie 1000) che appare nel film Terminator2, un androide assassino mutaforma composto da una lega mimetica di metallo liquido che gli permette di assumere la forma di altri oggetti, una delle rare foto di Nick Land e la protagonista con il suo grande cuore del videoclip del brano “Another Chance” del dj Roger Sanchez.

Questo collage prende spunto da una nuova notizia di cronaca particolarmente dibattuta durante i giorni della sua produzione, ovvero il mancato scioglimento del sangue di San Gennaro, fenomeno religioso che avviene tre volte l’anno nella cappella del Tesoro di San Gennaro, dove è custodito in due ampolle. La scena del mancato scioglimento è posta in forte contrasto con una delle installazioni performative dell’artista/fotografo Spencer Tunick, solito fotografare grandi assembramenti di nudi umani in luoghi iconici (come davanti ai monumenti delle città del mondo). La scena è stata poi ambientata nel dipinto di Giorgione “La Tempesta” nella quale sono stati inserite, come fossero dei body guard, alcune figure di cyborg. Questo collage ha avuto problemi con le policy di Facebook ed Instagram a causa dei nudi presenti, esiste anche una versione con i sessi oscurati.

Questo collage, totalmente visivo, nasce dall’immagine iconica di Neo, il protagonista della serie cinematografica Matrix, interpretato da Keanu Reeves, in un fotogramma celebre in cui il personaggio, convinto dei suoi poteri dettati dalla rivelazione del film per cui il mondo in cui vive è solo una rappresentazione virtuale, riesce a controllare gli eventi che succedono, come bloccare e controllare le pallottole sparate contro di lui dagli agenti che gli danno la caccia. Il collage è completato da un’illustrazione psicoartistica di una donna, con stilemi legati alla stagione hippy degli anni ’70, il volto della donna che appare nel film “Un chien andalou” di Louis Bunuel prima della scena cult del taglio dell’occhio, e due insegne neon tipiche dei sexshop, una “Adult”, che da nome al collage, e sexshop mentre sullo sfondo compare un fotogramma tratto dai titoli di testa di Saul Bass del film Vertigo (La donna che visse due volte) di Alfred Hitchcock.