Imparare a stare nel TRASH-MODERNO

Garmonbozia
Sostanza immaginaria che appare nel film Fuoco Cammina con Me (1992) di David Lynch.
Una sorta di crema di mais, nutrimento (droga) degli spiriti che abitano la loggia nera.

Istruzioni per sopravvivere all’era del Trash-Moderno si sovrappongono alla voglia di perdersi senza paracaduti di protezione. Il Trash-Moderno ha tre fattori scardinanti:

1- il meme “copia e incolla” diffuso

ricordate Picasso del “i buoni artisti copiano, i grandi artisti rubano”

BULLSHITS (stronzate)

è arrivato il web che ha confermato l’intuizione della teoria dei meme, come apparse nel “Gene egoista” di Richard Dawkins (1976) poi confermate da Susan Blackmore (1999).

La diffusione dei pensieri e delle idee avviene solamente tramite copia, non esiste nessun furto possibile. Il furto presupporrebbe che un’idea sia unica e sola mentre questo non succede mai. Un’idea se esiste significa che già esisteva da qualche parte.

Per questa ragione l’idea stessa è trash perché, perso il valore dell’originalità, l’idea si presenta sempre come un resto, un qualcosa di abbandonato, di scartato che viene recuperato, ripreso e rilanciato e ricollocato in un nuovo circuito. Non ha valore di per se stessa ma ne assume a seconda dei valori esterni a lei e al più potremo assistere ad idee che si copiano più facilmente e tendono a somigliarsi l’un l’altra o ad idee che hanno matrici identitarie maggiormente forti e si fa maggiore fatica a copiare. Ma è l’idea stessa dell’originalità che lascia il tempo che trova.

2- il relativismo accelerato

Viviamo in uno stato diffuso di relativismo oggi riscontrabile in moltissime attività umane (dalla politica all’arte, dalla scienza all’economia).
Viviamo dunque davvero in continue aperture di “gate” che permettono dei passaggi intertemporali che oggi sembrano smentire quella tensione usuale e univoca a guardare al futuro, come baluardo di un ottimismo dell’ignoto, ma invece permettono di viaggiare in modo più libero (wild) tra passato, presente e futuro (“vivere senza tempo” dicevano i situazionisti) tramite percorsi paralleli e sconnessi tra loro come le traiettorie tracciate nello spazio-tempo curvo della teoria della relatività generale.

Questo approccio relativista ci impone la faticosa attività del porsi delle gabbie di certezze per poi smantellarle e poi ricostituirle.

Relativismo = vivere in uno stato di perenne crisi.

La crisi alimenta il trash. Come il maiale all’alentejana, piatto della regione portoghese che gli da il nome, che accosta carne di maiale alle vongole, oggi sono le posizioni univoche, senza contrasti, ad essere fuori luogo.

3- il disturbo schizoide o bipolare sociale

L’accessibilità della follia e la sua legittimazione sociale (vedi Foucault, Storia della follia o Sorvegliare e punire o anche gli effetti della società post Van Gogh) come unico modo per un reale processo di reinserimento/integrazione.

La schizofrenia è dunque un metodo, oramai diffuso e non di pochi, per tollerare e gestire il relativismo. In realtà oggi è la società stessa ad essere duplice (dai due volti).

Logiche surrealiste e pratiche o derive situazioniste racchiudono il potenziale per far emergere il subconscio, la materia preferita del trash. La “società dello spettacolo” di debordiana memoria o la vita in diretta (da grande fratello) che ormai è fondatamente insediata nella società contemporanea non può più nascondere l’inconscio trash che plasma quindi l’immaginario sociale.

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