Save Architecture

Nuova serie #savearchitecture il rinnovato interesse per la brutalità dell’architettura corrisponde alla continua e indefessa perdita di legittimità della disciplina stessa: oggi le tendenze dell’architettura provano in tutti i modi a camuffare l’architettura con altro (ipogei, colorini, smaterialiazzazioni, dettaglismo etc). Ma l’architettura è un atto di coraggio! Lo è sempre stata e sempre lo sarà. E in sintonia con questo allora meglio recuperare la “vecchia” architettura che costruirne di nuova insulsa, con una sensibilità verso una nuova dimensione di simbiosi tra costruito e naturale. Questo lo spirito di questi nuovi disegni.

Qui disegnando con rispetto e pathos su una foto del New Haven Veterans Memorial Coliseum di Kevin Roche (tecnica mista, digitale e matita).

#redrawing kevin roche new haven veterans memorial coliseum

Ridisegnare è un modo per reinventare. La reinterpretazione critica è una forma di nuovo pensiero creativo. Nella serie #savearchitecture si tenta proprio questo. Come un remake cinematografico o una cover musicale, #remakearchitecture tenta di rifare l’architettura attraverso il disegno e reinventandola. Nei post precedenti avevo cominciato ridisegnando su di una foto del New Haven Veterans Memorial Coliseum di Kevin Roche

#redrawing2 kevin roche new haven veterans memorial coliseum

In questo secondo disegno di #savearchitecture #remakearchitecture (ridisegnare per reinventare), ho provato a ridisegnare su di una foto della Stadt des Orion, opera land art dell’artista Hannsjörg Voth, costruita tra il 1980 e il 2003 nella pianura di Marha in Marocco.Il ridisegno digitale a fil di ferro (wireframe) bianco su sfondo nero trasforma il suo aspetto, così materico, in una sorta di costruzione per elementi a fasce orizzontali segnate da forature piccole e puntuali, lineari, dando l’impressione di un paesaggio metropolitano molto denso e anche molto artificiale. Contrasti poetici tra fonte ed esito.

#redrawing hannsjörg voth, stadt des orion

In questo ridisegno, per la serie #savearchitecture, la sintesi volumetrica di questo interessante edificio per abitazioni dell’architetto Luigi Canina realizzato nel 1840 in via Ripetta a Roma. Ne emerge la soluzione plastica che scava, con una grande cavità impostata su un triangolo, il prospetto principale su cui poi è innestata una grande terrazza all’ultimo piano (dove sono previste anche finestre a tutta altezza). #remakearchitecture, ridisegnare per reinventare.

#redrawing luigi canina edificio per abitazioni in via ripetta, roma

Ridisegno l’antro immaginato da Junya Ishigami (2013) per questa tipologia ibrida, combinazione tra una casa e un ristorante, tentando di comprendere meglio la sfida poetica di “costruire un’architettura che è come una roccia” (Ishigami) quasi a suggerire che l’architettura si formi in modo naturale come una roccia; e per scongiurare l’ “effetto-disney” dell’artefatto, la realizzazione prevede di scavare nel terreno una serie di buchi per poi riempirli di calcestruzzo cosicché successivamente si crea in negativo (come un calco) un paesaggio artificiale ma dal sapore naturale. #remakearchitecture, ridisegnare per capire.

#redrawing junya ishigami house and restaurant in yamaguchi

Qui, nella serie #savearchitecture, ho ridisegnato una delle “macchine” di Daniel Libeskind presentate alla Biennale di Architettura di Venezia nel 1985: un “intreccio-catasta” di elementi in legno che simboleggia l’arcaico procedimento dell’ingegnoso costruire così come una condizione alienata metafisica, in sintesi un oggetto proveniente da un passato remoto del futuro, #remakearchitecture, ridisegnare per capire.

daniel libeskind the machines, biennale di venezia, 1985

#savearchitecture qui ho ridisegnato uno scorcio del progetto di Valerio Olgiati, Pearling Site Visitor Center di Muharraq, Bahrein per mettere in evidenza la bella relazione tra la struttura di copertura (+10m sopra il suolo), con il suo sistema di bucature e pilastri, e la costruzione a forma di blocco sottostante ed ermetica #remakearchitecture ridisegnare per reinterpetare

valerio olgiati, pearling site visitor center, muharraq, bahrain, 2019

Ecco qui invece ho ridisegnato (per la serie #savearchitecture) la proposta di Dom-Komuna di Mikhail Barshch and Vladimir Vladimirov (Stroikom) datata in torno al 1928-1930 per tentare di approfondire il concetto spaziale di “Condensatore Sociale”, il disegno dello spazio per influenzare i comportamenti collettivi delle persone. #remakearchitecture ridisegnare per reinventare

mikhail barshch and vladimir vladimirov, dom-komuna, 1928-1930

Qui ho ridisegnato l’ampliamento della Customs House, estensione del Post Office a Manama nel Bahrein, progettata dallo studio Anne Holtrop, 2019. Infatuato del volume massiccio e compatto dalle “forme meteoritiche” sovrapposte a un disegno di facciata regolare.

studio anne holtrop, customs house, post office, manama, bahrain, 2019

#savearchitecture ridisegno dell’installazione “Life” di Olafur Eliasson realizzata quest’anno alla Fondazione Beyeler di Riehen (Basel). L’allagamento dello spazio espositivio mi sorprende e mi convince dell’importanza di ripensare il suolo come elemento architettonico, anche nelle preesistenze, per permettere una maggiore integrazione con la natura.

olafur eliasson, “life”, fondation beyeler, riehen/basel, 2021

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