Nuovi spunti a 10 anni da EXTREMECOHOUSINGPROGRAM

Partiamo da un dato: ogni casa non può durare più di 10 anni, casa nel senso molto ampio del termine, che prescinde da questioni tecniche, di spazio, professionali, ovvero un progetto abitativo esistenziale.

Se Extreme Cohousing Program si fondava sull’estremizzazione della casa iperfunzionalista con estetica assolutista volta al dinamismo e alla massima condivisione degli spazi.

Extreme Chinese Shop As Home si fonda sul concetto di utilizzare lo spazio anche in modo inutile, intenderlo come indefinito (informale nella sua essenza), la casa dello spreco.

Scelte in opposizione, per esemplificare in tipi di spazi: no ingresso versus ampio ingresso.

Per questa ragione il suo modello, che da il titolo al progetto, è proprio lo spazio fisico e percettivo del negozio cinese, in cui entri e non sai dove arrivi (ti perdi per ritrovare l’uscita) e ti sembra di essere sempre in un grande caos visivo pieno di cose (anch’esse indefinite).

Come Jack Burton quando da un ingresso qualunque si ritrova in un dedalo di corridoi e cunicoli segreti sotterranei per ritrovarsi nel palazzo di Lo Pan, nel film di John Carpenter “Grosso guaio a Chinatown”: ambire ad una casa sorpresa, che, anche a livello visivo, non ti rivela mai la sua “bellezza” (guarda che soggiorno, che vista magnifica, che bel tavolo) ma ti cattura proprio nella sua inafferrabilità.

Schizzi e immagini a corredo: