save the world

SAVE THE WORLD #01

Ed infine eravamo a Novembre. In piena stagione delle MEGA-PIOGGE. Sono anni ormai che in questo periodo, in particolare in questo mese, la città è completamente allagata. Alcuni si muovono con piccole imbarcazioni (ormai acquistabili su Amazon per poco più di 1M€)…

SAVE THE WORLD #02

La cosa incredibile è che lo stavano guardando in tanti, tantissimi. Oltre alla platea, l’intervento era trasmesso su moltissime piattaforme televisive. Finalmente Hans Blü, dopo i tanti anni di attivismo, che parla nella sua veste di segretario generale dell’UE. Da una parte i tanti sostenitore, dall’altra la curiosità di molti, e in ultima istanza l’attenzione dei suoi detrattori, la diretta era seguita da moltissimi…

SAVE THE WORLD #03

Nella Zona Rischio Contagio c’era una vasta depressione ormai costantemente allagata che era diventata una sorta di lago. Lì si diceva che esisteva una pericolosa pratica consistente in gare di sci d’acqua con motoscafo dove i più temerari sfidavano un pilota dal viso mascherato e una donna con i vestiti ed i capelli neri, carnagione chiara, e che nessuno era riuscito mai a vincere…

SAVE THE WORLD #04

Sconvolgente! Sì d’accordo il mito della zona a rischio contagio, della sua fauna, dei suoi abitanti ma venire a scoprire che in realtà si trattava di una città nella città Travis non se lo sarebbe mai aspettato. A maggior ragione di una città contenuta in parte dai relitti degli edifici, capannoni, manufatti industriali e dall’altra parte nel sottosuolo con tunnel e spazi scavati in parte nelle alture presenti nell’area e in parte occupando e allargando fognature, grandi cavedi, cantine e magazzini interrati presenti…

SAVE THE WORLD #05

L’8 Dicembre fu una giornata davvero infelice. L’attacco provocato dalle forze dell’ordine contro i “nomadi pattuglianti” non fu una cosa normale: 12 morti (di cui 1 poliziotto e 11 antagonisti), 55 feriti, era un bilancio da guerriglia. L’operazione era stata ordinata per sgomberare un edificio occupato ma, si diceva, che in realtà la polizia sospettava che tra i “nomadi” si fossero nascosti alcuni membri della banda colpevole dell’omicidio di Hans Blü…

SAVE THE WORLD #06

Si trascinò con immensa stanchezza verso questa strana insegna che gli si poneva di fronte ad un ingresso in mezzo a dei baracconi industriali. “Disneyland”. Pioggia, dolori muscolari, la ferita aperta sulla gamba. Era davvero stremato per quanto Travis era tendenzialmente abituato a ridursi in questo stato. Pur non aspettandoselo ebbe la prontezza di rendersi conto di essersi ritrovato in un vero e proprio agguato. Accerchiato da una dozzina di uomini capì immediatamente che la situazione non era da sottovalutare ma bisognava anticipare l’azione…

SAVE THE WORLD #07

Travestiti da Santa Claus, con delle maschere da pagliaccio, entrarono in cinque all’interno del casino. Erano armati di fucili a canne mozze e non esitarono ad utilizzarli subito contro la sicurezza e in aria infondendo terrore nella sala. Poi si avvicinarono ai cassieri, ne presero un paio e li fecero sdraiare a terra schiacciandogli la canna dei fucili sulle nuche. Agli altri intimarono l’ordine di svuotare le casse e riempire i sacchi rossi con tutti i soldi. Uno dei cinque contava il tempo “45 secondi”, cadenzando il ritmo dell’azione…

SAVE THE WORLD #08

Travis, dopo aver dormito qualche ora e con ancora una piacevole sensazione di sbronza, seguì le indicazioni fornitegli da Marilyn Manson, e uscito da Disneyland con passo lento, poiché la gamba faceva male, si ritrovò nelle prime ore dell’alba in una sorta di piccolo villaggio, fatto di capanni di lamiere, autocostruzioni in legno, muri di mattoni tirati su in una notte. Doveva cercare la porta con il segno “bandersnatch”. Oggi tutti conoscevano quel simbolo, tutti ne parlavano, simbolo per alcuni di una nuova fede e per altri di profondo dileggio…