save the world #01 (novembre)

Ed infine eravamo a Novembre. In piena stagione delle MEGA-PIOGGE. Sono anni ormai che in questo periodo, in particolare in questo mese, la città è completamente allagata. Alcuni si muovono con piccole imbarcazioni (ormai acquistabili su Amazon per poco più di 1M€). Altri non escono di casa, del resto oggigiorno serve così a poco uscire di casa. Insomma tutto nella norma, salvo qualche problema nelle comunicazioni (pare che l’acqua si infiltrasse copiosamente nelle media-infrastructures, il grosso lavoro impiantistico finanziato dal FMI con la speranza, vana, di riprendere il controllo politico dell’Europa).

la stagione delle MEGA PIOGGE

Indeciso se sparare, Travis si trovava sul tetto del palazzo, sotto la pioggia incessante, in attesa di un segnale. La connessione c’era ancora (la spia led verde lo confermava). Eppure dagli auricolari erano ormai più di venti minuti che non riceveva più nessuna comunicazione. L’obiettivo era ancora visibile. Ma per quanto ancora? In realtà non era preoccupato, aveva smesso di esserlo da tempo. Amava aspettare ed immaginare di vedersi da lontano su quel tetto seduto in modo tale da non patire troppo il fatto di tenere il fucile puntato. Il tutto in uno scenario così pesto, per quanto fossero le 2 del pomeriggio, col cielo basso e grigio, tanto grigio, e con l’acqua che scendeva giù copiosamente senza sosta, senza smettere, così da rendere tutta l’immagine sfumata, come una sorta di sogno, di nebulosa. “PROCEDI”. Arrivò l’ordine. Travis sparò. Missione compiuta. Anche questa.

jeff the killer

Nessuno sapeva come. Tutti avevano fatto in modo che avvenisse. La zona Ø, l’area X, ZRC o il vuoto nero, come la si vuol chiamare, era quell’esteso spazio urbano, che in parte era un’area verde, in parte aveva dei manufatti un tempo destinati a laboratori artigianali, in parte delle aree ferroviarie in disuso che si trovava a ridosso del centro della città ma che piano piano, a forza di incuria e di episodi di cronaca più o meno confermati, divenne una zona totalmente abbandonata in cui nessuno voleva entrare più, comprese le forze dell’ordine, e dove, a prescindere che non si sapeva se ci vivesse qualcuno, si diceva che fosse un’area contagiosa. Zona a Rischio Contagio per la presenza di rifiuti estremamente tossici e focolare di possibili epidemie. L’unico atto “coraggioso” che fece l’amministrazione della città fu di ergere un muro a perimetro dell’area, senza prevedere neanche un cancello. Né droni, né moto volanti ed elicotteri riuscirono mai a chiarire realmente l’entità del pericolo ma nessuno se ne volle davvero mai occupare. Ovviamente le telecamere di sicurezza e tracce evidenti ritrovate sul posto hanno costantemente segnalato persone che hanno scavalcato il muro di recinzione. Altri raccontano di esserci stati e si dividono in chi parla di storie di grande pericolo o invece chi sostiene che sia tutto falso e non ci sia nulla di cui essere preoccupati. E’ pur vero che in città si è diffusa una malattia mortale (la DY32C) che a oggi ha fatto alcune vittime (non molte) e che alcuni medici e scienziati sostengono essere a causa della ZRC.

fotogramma di un uomo all’interno del muro di recinzione della ZRC

“tu lo eri, tu lo sei stato, ora non puoi tirarti indietro”
“non è così..”
“ma certo che è così, ti stai forse costruendo un alibi?”
“…”
“ascoltami bene, devi accettare la proposta. è l’unica strada possibile altrimenti siamo rovinati. mi hai capito bene. siamo rovinati. se tu pensi che rifugiandoti dietro agli stati d’animo, alle tue sensibilità del carattere, alle… stronzate che dici, ti salverai, beh, amico mio, stai facendo il tuo più grande errore della vita e, ma ma guarda io ti lascerei anche annegare nella tua merda ma il problema è che, così facendo, ci trascini anche me”
“è forse perché temi le conseguenze su di te che mi stai consigliando quindi?”
“anche, certo. ma non rigirare la cosa. tu stai ritrattando tutto quanto abbiamo fatto fino ad oggi.”
“ma forse c’è una ragione?”
“e qual’è questa ragione cazzo?”
“…”
“dimmene una, non abbiamo scelta”
“fammici almeno pensare, così mi stai solo aggredendo”
“non abbiamo tutto questo tempo. pensaci, velocemente e richiamami”

telefonata disperata

continua…..

[save the world, matdaro©]