save the world #03 (attese)

Nella Zona Rischio Contagio c’era una vasta depressione ormai costantemente allagata che era diventata una sorta di lago. Lì si diceva che esistesse una pericolosa pratica consistente in gare di sci d’acqua con motoscafo dove i più temerari sfidavano un pilota dal viso mascherato e una donna con i vestiti ed i capelli neri, carnagione chiara, e che nessuno era riuscito mai a vincere. I più anzi erano andati incontro alla morte per incidenti e cadute rovinose, in particolare quando il livello dell’acqua era basso e affioravano a pelo dell’acqua i massi e le amenità del fondo. Per queste ragioni il lago era stato denominato “il lago della signora nera della morte”.

la “black lady” del motoscafo

Nell’area vivevano strani parassiti che si cibavano di ratti e lontre dall’aspetto molto inquietante e che alle volte attaccavano anche gli uomini. A metà tra un roditore e una grossa lucertola queste creature erano cattive e veloci. Gli era stato dato il nome di “draghello”, in alcuni ristoranti malfamati si vantavano di servirlo come uno stracotto, ma molti dubitavano si trattasse proprio di loro anziché di gattacci da strada e in ogni caso chi l’aveva provato rimarcava solo la durezza della carne, una prova di coraggio più che da buongustai. L’area si era popolata di strane bestie e ogni mattina si potevano trovare i resti delle battaglie notturne tra strani animali, incroci tra specie diverse e/o mutazioni di esemplari in sorte di mostruose creature perfettamente inserite in questo assurdo paesaggio urbano degradato.

“draghello”

Del delitto, oltre alle immagini trasmesse in diretta mondiale, praticamente non c’era nulla che potesse aiutare Travis, nessuna traccia, giusto quell’intercettazione che gli era stata trasmessa (“Ora vai nella ZRC. E aspetta.”) che per forza di cose lo stava conducendo verso la fantomatica zona Ø. Si disse che era la volta di conoscere un po’ questa area leggendaria dato che in fondo anche lui doveva aspettare o meglio cercare chi doveva aspettare. Decise di accedere dal lato Ovest, perché più desolato, confidando di lasciare meno tracce possibili come al suo solito.. Eppure quando arrivò non fu così. Rimase sorpreso di trovare degli strani individui, mal vestiti e con i visi allucinati che sembrava pattugliassero l’area. L’unica possibilità che gli venne in mente è che si trattasse davvero della comunità dei “nomadi pattuglianti”, ovvero la setta che viveva tra la ZRC e la città e che compiva dei rapimenti alle persone abbienti per richiedere riscatti monetari o protezione. Decise quindi di evitare di farsi vedere da questi tipi e cambiò punto per accedere ma dovette occuparsi di smantellare alcune telecamere di sicurezza che erano presenti. Per quanto irriconoscibile, con divisa e casco, Travis era maniacale nell’evitare di lasciare tracce o eventualmente di cancellarne ogni presenza.

la setta dei “nomadi pattuglianti”

Travis, Stephen Travis, era un uomo di mezza età. Non avrebbe mai immaginato che a un certo punto della sua vita sarebbe potuto diventare un vero e proprio killer, assoldato per uccidere. In fondo la sua vita era stata un susseguirsi di stagioni diverse, dalle esperienze militari in missione in vari paesi al matrimonio matrimonio e la nascita della figlia, dalla passione per la pittura e i viaggi in barca a vela, fino all’improvviso divorzio e all’allontanamento dall’adorata figlia, si rese conto che lì la sua vita virò verso il lato oscuro, la droga, quelle frequentazioni losche fino a quello strano desiderio di diventare un soldato del male. Se nonché, sorprendentemente, si riscoprì incredibilmente dotato in questo nuovo lavoro che addirittura lo portarono a farlo divenire uno degli sniper più ricercati, e non solamente dai malavitosi ma anche da apparati di stati, amministrazioni ed enti, organizzazioni importanti, multinazionali etc. Ed ora eccolo lì, accovacciato a terra, nella sua tuta mimetica anti proiettili, con il casco integrale e le armi, sotto una pioggia incessante ad osservare quello strano posto in attesa di un segnale..

travis all’interno della ZRC

[save the world, matdaro©]