save the world #04 (dicembre)

Sconvolgente! Sì d’accordo il mito della zona a rischio contagio, della sua fauna, dei suoi abitanti ma venire a scoprire che in realtà si trattava di una città nella città Travis non se lo sarebbe mai aspettato. A maggior ragione di una città contenuta in parte dai relitti degli edifici, capannoni, manufatti industriali e dall’altra parte nel sottosuolo con tunnel e spazi scavati in parte nelle alture presenti nell’area e in parte occupando e allargando fognature, grandi cavedi, cantine e magazzini interrati presenti. Gente che voleva vivere fuori dal sistema, avere una nuova opportunità ricominciando senza nulla ma liberi dalle schiavitù della vita inquadrata, della produttività, dell’efficienza che porta solo al mero consumo.

i tunnel sotterranei creati nella città segreta della ZRC

Successe di nuovo, ormai eravamo a circa un caso al mese. Un areo di compagnia era precipitato in mezzo alla città. Mezzi obsoleti, iper-stressati da continui viaggi come autobus, che spesso cedevano. La produzione degli aerei era andata sempre più scemando non permettendo così  un salutare ricambio degli aerei. La manutenzione veniva fatta ma quello che si diceva era che le compagnie dovevano provvedere a sostituire i pezzi di ricambio secondo priorità, non potendo cambiare tutto e questo aveva chiaramente aumentato le possibilità di rischi potenziali. La sicurezza dei viaggi aerei insomma era molto diminuita rispetto ai vecchi tempi ma, malgrado questo, i voli continuavano ad aumentare, le tariffe a scendere e quindi gli incidenti erano considerati una fatalità da dover prendere in considerazione. Il problema era quando ciò succedeva nella città, dove oltre alle vittime tra i passeggeri si sommavano quelle degli abitanti e i danni agli edifici. Come nel caso sopracitato. Una manovra sbagliata, qualche problema tecnico, l’aereo aveva mancato la procedura di atterraggio e si era schiantato in mezzo ad una strada ad alto scorrimento coinvolgendo molte auto e qualche pedone.

il disastro aereo

In missione Travis consumava avidamente pasticche di speed. Questa era composta di una miscela di caffeina e anfetamina. Ne esistevano di tipi diversi a seconda della concentrazione di anfetamina che poteva variare dal 5 al 100% (Travis si era ormai stabilizzato sulla plus 80). Solitamente si assumeva o per ingestione o sniffando la polvere, Travis, invece, era solito polverizzare la pasticca ed assumerla per via orale lasciano sciogliere la miscela sotto la lingua, sostenendo che ciò produceva una maggiore rapidità di azione (come sniffando) ma senza la controindicazione della “botta”. Lo speed rimaneva una sostanza a tutti gli effetti illegale ma in realtà era ormai possibile poterla reperire attraverso i laboratori chimici farmaceutici che avevano facoltà di assemblarla attraverso dei buoni giustificativi (tipologie di malattie di un certo tipo o assunzione per attività militari di un certo rilievo), cosa che Travis poteva avere. Insomma lo speed era reperibile facilmente e possiamo dire che era molto diffuso in una cospicua fetta della popolazione.

compresse di anfetamina (speed)

“Ascoltami bene, siamo in presenza di una nuova setta fondata sul mito e sul culto di Yukio Mishima e dei suoi seguaci. Yukio Mishima è stato uno scrittore, drammaturgo, saggista e politico giapponese che si cimentò anche come attore, regista e artista marziale. Era uno spiccato nazionalista ed è rimasto alla storia per il suo atto estremo quando nel 1970 (a 45 anni) assieme 4 membri del Tate no Kai, la milizia privata da lui fondata dedicata ai valori tradizionali giapponesi e alla venerazione dell’imperatore, prima occupò l’ufficio del generale Mashita dell’esercito di autodifesa, dal balcone dell’ufficio tenne il suo ultimo discorso ai suoi adepti e poi rientrato nell’ufficio si suicidò tramite seppuko, il suicidio rituale dei samurai, che prevedeva dapprima che il samurai si auto infligesse un colpo di spada all’addome e successivamente, per preservare ancor più l’onore del samurai, che il suo più fidato compagno, il kaishakunin, previa promessa dell’amico, lo decapitasse. Il colpo precedente auto inflitto doveva servire a far sì che il dolore già in atto non gli provocasse poi in fase di decapitazione espressioni che gli sfigurassero il volto.”
“…”
“Questo fatto lascia aperta la possibilità che i diretti responsabili dell’attentato possano essersi suicidati subito dopo cancellando completamente ogni prova con la soppressione della loro vita stessa.. Mi segui?”
“Si”

Yukio Mishima durante il discorso dal balcone prima di suicidarsi tramite seppuku

[save the world, matdaro©]