save the world #06 (difficile)

Si trascinò con immensa stanchezza verso questa strana insegna che gli si poneva di fronte ad un ingresso in mezzo a dei baracconi industriali. “Disneyland”. Pioggia, dolori muscolari, la ferita aperta sulla gamba. Era davvero stremato per quanto Travis era tendenzialmente abituato a ridursi in questo stato. Pur non aspettandoselo ebbe la prontezza di rendersi conto di essersi ritrovato in un vero e proprio agguato. Accerchiato da una dozzina di uomini capì immediatamente che la situazione non era da sottovalutare ma bisognava anticipare l’azione. Aumentò l’andatura e con un movimento fulmineo sparì dietro ad un enorme contenitore di rifiuti. Riuscì a mettersi in un punto in cui poteva vedere almeno sei di loro. Questi capirono di essere stati scoperti e tirarono fuori delle pistole a canna lunga che lasciavano intendere quello che sarebbe successo. Travis si fece due conti, estrasse il suo fucile e si disse che doveva come minimo farne fuori la metà sfruttando il momento se voleva uscire vivo da questa situazione. E così senza troppe esitazioni cominciò a sparare in modo fulmineo e preciso. Fuori uno, due, tre, quattro.. A un certo momento sentì quella vampata di bruciore intenso sulla gamba, si voltò e vide uno di loro che si era lanciato dietro al contenitore ed era riuscito a colpirlo. Essendogli vicino riuscì a colpirlo direttamente con la canna del fucile e successivamente si impossessò della sua pistola con cui in preda a un susseguirsi di movimenti adrenalinici sparò ad un altro che stava arrivando in soccorso dell’amico. Mirò in fronte. A quel punto la situazione era -7. Non era andata così male ma ora c’era uno strano silenzio in cui tutti si stavano ricaricando e studiando la prossima mossa. Travis però era in trans agonistica, sarà stato l’effetto della pasticca di Speed presa poco prima, e così ebbe una folgorazione, c’era lì davanti a lui un grosso camion con un tank presumibilmente di benzina o qualcos’altro di molto infiammabile. Non esitò, facendo due passetti indietro prese la mira e sparò creando un enorme esplosione. Sentì delle grida provenire dalle fiamme mentre più avanti scorse due individui che correvano verso di lui. Sparò, con in testa molte preoccupazioni di essere già palesemente un oggetto di caccia senza aver fatto praticamente nulla.

Disneyland

Una creatura mostruosa ed incredibile venne ritrovata, purtroppo senza vita, sulle coste. Era enorme, una sorta di gigantesca testuggine dotata di una corazza/guscio durissima grigiastra-verde con delle specie di creste di gallo in superficie e con delle zampe che sbucavano da sotto. Purtroppo non aveva più la testa. E nessuno sapeva come era arrivata fin là una bestia di tali proporzioni. Arrivarono gli scienziati in tuniche bianche che fecero tutte le loro analisi decretando che la bestia era il frutto di mutazioni genetiche sconcertanti, in particolare per la crescita della mole corporea, pari a circa 100 volte. Nello stomaco venne trovata addirittura una balena e un piccolo yacht. Alcuni sostennero che era dovuta al noto naufragio dello scorso anno del cargo che trasportava plutonio, altri invece dicevano che erano esperimenti nucleari-radioattivi fatti dai governi in grande segreto e sfuggiti dal controllo.  I biologi riscontrarono che oltre alle gigantesche proporzioni era chiaramente una mutazione tra diverse specie di animali anche di generi differenti: testuggine mischiato ad un rinocefalo ma con alcuni organi vitali chiaramente riconducibili ai mammiferi marini (in particolare ai trichiechi e al dugongo).

la gigantesca testuggine

Dinseyland era uno strano posto dedicato al tempo libero, all’intrattenimento, creato sulle ceneri di una vecchissima fabbrica di giocattoli di plastica. C’erano dei grossi corridoi (circa 4 metri di larghezza) che distribuivano dei capannoni in cui ora si trovavano ristori di ogni genere di cucina, discoteche e/o locali per la musica, spazi multimediali per spettacoli video, audio o immersivi, come il famigerato “teatro del reale interattivo” dove sapevi se entravi ma non sapevi se uscivi, perché aderendo a partecipare decidevi di metterti in gioco completamente (compresa la vita) accettando qualsiasi regola e non sapendo come sarebbe finita, come in un gioco di ruolo. Ovviamente nei corridoi potevi incontrare liberamente prostitute, spacciatori di droga, e non mancavano locali estremi sia in tema sessuale che in tema di sballo. Travis scelse una via di mezzo un classico strip club con bar, le sue poche energie né gli consentivano né lo attraevano troppo verso esperienze un po’ più estreme. Aveva bisogno di bere un bel po’ per stordirsi e lasciare alle spalle i pensieri. E fu lì che incontrò Marilyn Manson. Chissà perché Manson distaccatosi dal gruppo con cui era per prendere una cosa al banco del bar a seguire uno scambio di battute di fermò con lui e chiacchierarono amabilmente stordendosi con una bottiglia di vodka. Travis ricordava della notizia della sua scomparsa, delle voci sulla sua presunta morte, suicidio, omicidio efferato, mix letale di barbiturici, erano susseguite parecchie storie che in realtà avevano lasciato solo un grande mistero. Ed ecco qui il mistero risolto, Marilyn Manson se n’era andato nella zona a rischio contagio per sottrarsi dalla vita pubblica. “Non ne potevo più, ogni giorno una recita”. Travis riuscì a a trascorrere delle ore piacevoli, Manson gli fornì anche un nome dove andare per curarsi quella brutta ferita alla gamba e dove poteva procurarsi anche una nuova fornitura di speed nelle dosi personalizzate come piacevano a lui.

Marilyn Manson

“Cos’è che ti preoccupa?”
“Non ti ho mai parlato di cosa ho fatto prima di conoscerti.”
“Immagino che passavi il tempo andando in giro a fare il bullo.”
“Non esattamente tesoro. Una delle ragioni per cui adesso ci troviamo nei guai sta proprio in quello che ho fatto prima. Ho cercato più volte di dirtelo.”
“Mi stai spaventando baby.”
“E’ una storia che ha un aspetto positivo e uno negativo. E quello positivo è che ho conosciuto tuo padre e che fosse una brava persona.”
“Hai conosciuto mio padre?”
“Sì è così. Certo che l’ho conosciuto.. L’aspetto negativo è che ho fatto l’autista per un tizio che si chiama Marcelo.”
“Oh cristo”
“Poi ho smesso, ma prima di smettere mi sono ritrovato davanti a una casa, allora non lo sapevo ma era casa tua. Non so dirti cosa credono che abbia visto in quella notte. Sono rimasto fuori seduto in macchina finché tutta la casa ha preso fuoco.”
“Oddio.. quella è la notte in cui morì mio padre.”
“Lo so tesoro.”
“Ti sei portato dietro per tutto questo tempo un grande segreto.”
“Tutti ci portiamo dietro un segreto. Ma sul resto non ti ho mai mentito.”
“…”
“…”
“Sei qui?”
“Sì sono qui”
“Sei arrabbiata con me.”
“E’ sempre uno shock quando ti accorgi che la realtà non è come te l’eri immaginata… comunque adesso ci siamo proprio dentro, non è vero?”
“…”

confession

[save the world, matdaro©]