save the world #08 (bandersnatch)

Travis, dopo aver dormito qualche ora e con ancora una piacevole sensazione di sbronza, seguì le indicazioni fornitegli da Marilyn Manson, e uscito da Disneyland con passo lento, poiché la gamba faceva male, si ritrovò nelle prime ore dell’alba in una sorta di piccolo villaggio, fatto di capanni di lamiere, autocostruzioni in legno, muri di mattoni tirati su in una notte. Doveva cercare la porta con il segno “bandersnatch”. Oggi tutti conoscevano quel simbolo, tutti ne parlavano, simbolo per alcuni di una nuova fede e per altri di profondo dileggio. Lo trovò, pitturato in bianco su fondo nero, su una porta di una di quelle baracche in lamiera, mezza rossa e mezza blu, con una piccola bandierina bianca che sventolava sul tetto, piuttosto sgualcita e strappata. Si avvicinò guardingo domandandosi cosa fare, più opzioni gli vennero in mente lasciandosi tentare dal dubbio aspettando chissà che qualcun’altro decidesse per lui: bussare aspettando una risposta, provare ad aprire direttamente la porta, guardare dalla piccola finestra a fianco per vedere se c’era qualcuno dentro o altro..

bandersnatch

Travis bussò. Con il pugno batté per tre volte sulla porta aspettando una qualche risposta. Niente. Provò ancora, ancora per tre volte. “Chi stai cercando?” Una voce dietro di lui. Si voltò un pochino impaurito e si ritrovò dietro di lui un uomo dal volto trasfigurato, praticamente senza naso, il cui l’orifizio era praticamente connesso con quello della bocca. “Cercavo il dottore”. Si guardarono per alcuni momenti. “Il dottore..” disse l’uomo, “Era tanto che non mi sentivo chiamato così, fa sempre piacere”. Travis capì che aveva trovato la persona che stava cercando chiedendosi per quale ragione Manson non gli avesse descritto il personaggio. “Cosa posso fare per lei?” proseguì il dottore. Travis esitò un momento, rendendosi conto di trovarsi nel momento in cui decidere se affidarsi o meno alla persona che si trovava davanti. “Ehm, ho una ferita da arma da fuoco alla gamba destra”. “Prego, entri pure”. Il dottore gli fece strada aprendo la porta della baracca. Si ritrovò all’interno di un ambiente oscuro, pieno di roba, arnesi, libri, ampolle di vetro con all’interno misteriosi contenuti che parevano organi di esseri viventi. Insomma più che un ambulatorio un gabinetto chimico. Il dottore lo fece accomodare su una poltrona, molto vecchia in legno decorato con seduta con rivestimento imbottito e gli disse “La prego si scopra la gamba e mi faccia vedere la ferita in questione”. Travis intuì che era andato troppo avanti ormai per tornare indietro, si lasciò accogliere dalla poltrona, si scoprì la gamba e si affidò al dottore, chiudendo gli occhi ed entrando in una sorta di trans mistica mentre il dottore con i suoi arnesi gli estrasse il proiettile dalla gamba e richiuse la ferita.

il dottore trasfigurato

Nel mentre dell’operazione, sotto l’effetto un po’ del dolore e un po’ dell’anestetico somministrato dal dottore, Travis ebbe una visione che si trasformò in incubo: si trovava in un vasto prato pieno di fiori e di insetti, per lo più farfalle e api che dolcemente passavano di fiore in fiore a succhiare il nettare. Lui in soggettiva osservava il paesaggio percependo una sensazione di rilassamento, di pace interiore che lo avvolgeva intensamente. Gli sembrava di assaporare un tempo piacevole dopo tanto tempo, quasi come se non avesse mai saputo cosa significasse l’ozio, il riposo, il lasciarsi andare totalmente. Una sensazione magnifica, estasiante. In questo lasciarsi andare un piccolissimo particolare catturò la sua attenzione. Uno di quegli insetti, forse più nero degli altri, sembrava emettere un suono leggermente più forte degli altri, anzi forse, ora che ci si soffermava, era proprio un suono differente. Il suo sguardo annebbiato tentò di mettere a fuoco quel puntino corrispondente all’insetto. Ecco, forse era un’ape, però troppo nera, forse un calabrone, gli parve nettamente che l’insetto stava muovendosi nella sua direzione e diventando sempre più grande. Ma davvero non riusciva a capire di che razza di insetto si trattava. Finché ad un certo momento si rese conto che il nero avesse ormai preso tutto il suo campo visivo, era sparito quel paesaggio multi colorato, quei suoni leggiadri e mischiati tra loro si erano trasformati in un unico suono ossessivo ed inquietante, ma soprattutto quella sensazione di piacevolezza stava sparendo completamente. Ora cresceva l’inquietudine, una percezione di terribile angoscia si stava impadronendo di lui man mano che l’insetto diventava sempre più grande e che ora era chiaramente riconoscibile come un alone di fiamme all’interno del quale c’era una donna, che alzava le mani. Una sorta di demone femminile, di strega feroce il cui brusio, malgrado avesse la bocca chiusa, racchiudeva voci umane di dolore e di sofferenza.

demone femminile

“Dottore grazie, davvero”
“Dovere”
“Mi ha parlato di lei Marilyn Manson che ho conosciuto questa notte”
“E’ molto affascinante questo utilizzo di vecchie diciture che lei mantiene”
“…”
“Nessuno lo chiama più così il signor Manson”
“Capisco o meglio non lo sapevo.. Ecco dottore, mi diceva anche che lei poteva aiutarmi per fornirmi di medicinali e sostanze..”
“Di cosa ha bisogno?”
“Sono un consumatore di speed, personalizzato, plus 80”
“Nessun problema.. ma se mi posso permettere, come fruitore di speed, posso farle provare qualcosa che sono sicuro troverà di suo gradimento? Più naturale e molto più efficace, potrei scommettere che raddoppierà se non triplicherà gli effetti della compressa di speed per un tempo molto più lungo”
“..Di cosa si tratta?”
“E’ una pozione liquida, che possiede sempre i principi attivi dell’anfetamina, ma che deriva da estratti provenienti da piante naturali particolari, coltivate e preparate da me di cui qui usufruiscono ormai in tanti. Forse fa più impressione la modalità di somministrazione perché si deve iniettare  ma con delle boccette monodose già pronte ma vedrà che una volta abituatosi è molto pratico. Immagino che se lei è un consumatore di speed ne abbia bisogno per la sua attività professionale e che si trova qui non è una scelta definitiva ma temporanea. Insomma lei la provi e sono sicuro che almeno finché resterà nella zona sarà felice di sostituirla allo speed e chissà magari se la porterà anche fuori quando sarà il momento”
Travis si convinse, si fece dare una dose minima di speed se qualcosa andasse storto e una quarantina di boccette di WTS-001 con ago inserito da 50ml, pronte all’uso. Saldò il dottore lasciandogli molto di più di quanto lui gli avesse chiesto, si iniettò sulla spalla sinistra la sua prima pozione di WTS-001 e si avviò sulla sua strada sentendosi come rinato.

pozione WTS-001