piazza della scala, milano, 2015

Piazza della Scala, Milano

Competition organization: Comune di Milano

Year: 2015

Project team: Mattia Darò, Sara Braschi

Premessa all’idea progettuale e all’approccio al tema, ripensando a dei possibili nuovi valori dell’architettura.

Dietro all’idea di questo progetto c’è anche l’ambizione di ripensare all’idea di progetto architettonico a prescindere: così che il progetto si riveli più come un modello che come un fine ultimo, sotto scacco dell’urgenza della costruzione.

La rappresentazione del progetto ambisce ad allontanare il più possibile questa urgenza lasciandola come un’opportunità insita nelle stesse risorse del progetto.

Ma l’obiettivo primo rimane quello di essere inteso quale testo (poetico) che dichiari delle intenzioni/scelte che sono state determinate.

Il fotomontaggio realizzato su un’immagine storica enfatizza la possibile lettura che il progetto travalichi il tempo contingente nel quale è stato ideato, ipotizzando che questo progetto sia sempre stato possibile e in fondo è sempre stato lì, facendolo appartenere già all’immaginario collettivo della città e degli abitanti.

TAV1

Tavola 1: le scelte urbane tenendo conto della frustrazione dell’architetto nell’intervenire in un contesto così importante, rispetto all’impossibilità di poter ridisegnare davvero la città.

La scelta urbana alla base della proposta di progetto ha come intenzione quella di non considerare solamente l’area della piazza ma di mettere a sistema con un’unitaria pavimentazione altri spazi urbani limitrofi, così da suggerire l’impossibilità di poter definire un unico spazio come quello di Piazza della Scala, per quanto ben definito dal disegno degli edifici, senza che esso venga in contatto con i flussi della vita contemporanea (passeggio, turismo, pausa pranzo, spostamenti continui e diffusi dalle diverse attività tra un edificio e un altro etc etc).

Per questa ragione è stato pensato di utilizzare un unico materiale, calcestruzzo a vista con l’aggiunta di cemento bianco, definito dal disegno di ricorsi in calcestruzzo grigio che compongono dei grandi quadrati (di circa 10m per lato) a rimarcare il disegno di una griglia/superficie totale che riconnette alcuni spazi pubblici intorno a Piazza della Scala. In particolar modo la superficie si estenderebbe da tutta Piazza della Scala a Largo Raffaele Mattioli proponendosi anche all’area già pedonalizzata di Piazza San Fedele, garantendo la carrabilità lì dove strettamente necessario, come sul tratto della piazza dove è presente la linea tramviaria ma, suggerendo anche l’eliminazione della corsia preferenziale di via Case Rotte o del tratto carrabile adiacente il Bar del Teatro di via Filodrammatici.

TAV2

Tavola 2: “malgrado la superficie connettente” si è scelto un intervento forte e preciso di quinte urbane in relazione con il pronao del teatro della Scala.

Il progetto prevede la costruzione di tre muri/quinte a rafforzare l’identità della Piazza con il Teatro che le da il nome. Queste quinte, che sono il disegno in astrazione del pronao del Teatro, compresi i varchi, definiscono due “stanze aperte” dove sono realizzate delle sedute. Sia i muri (profondi 3 metri e lunghi e alti come il pronao) che le sedute sono realizzate sempre in calcestruzzo con l’aggiunta di cemento bianco ma a terra hanno un ritmo di ricorsi in calcestruzzo grigio più fitti (di circa 1m) e individua un’area che mette in relazione le “stanze aperte” con l’ingresso del teatro.

TAV3

Tavola 3: il fotoinserimento nel tempo permette una lettura del progetto distopico, ovvero produce la sensazione che il progetto avrebbe potuto già essere lì.

Questo disegno finale e di sintesi del progetto ambisce a mettere assieme un’immagine urbana con fortissime caratteristiche storiche, qual’è oggi Piazza della Scala, producendo una nuova immagine che tenga conto della memoria della città assieme a una nuova immagine dal forte valore urbano. Altresì il mantenimento del tram così come dei lampioni in stile per l’illuminazione e della statua dedicata a Leonardo diventano elementi puntuali assorbiti dal progetto e con lo stesso valore delle nuove costruzioni.

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