Letture disperate di Inland Empire

Inland Empire è un film di David Lynch del 2006.

A oggi uno dei punti più alti di un meta-testo cinematografico. Cinematograficamente molto difficile paragonarlo a qualsiasi altra cosa, forse letterariamente si può avvicinare a Joyce, Pynchon, De Lillo, Foster Wallace? Sicuramente, come costruzione narrativa, è più simile a un testo (più testi) che a un film. Da un punto visivo è senz’altro più simile ad un quadro, ad un quadro di David Lynch potremo ormai dire che passa per Bacon, il surrealismo e un dark pop. Come sempre accade con i film di Lynch che sappiamo nascere come artista visivo prestato poi al cinema che ha saputo reinventare grazie alla sua capacità di immaginazione visiva. Ecco le due cose (narrazione vorticosa e costruzione visiva surreale) fanno il cinema di David Lynch.

E’ un film che ho visto tante volte e che continuo a guardare con un’ammirazione sconfinata. Sono sempre stato un grande ammiratore di Lynch ma questo suo ultimo film va oltre anche le migliori aspettative. Condivido con quanti hanno accostato il film ad una sinfonia musicale. Tocca il sublime. Ed è per questo motivo che ho voluto aprire una pagina specifica che prova a dare letture alla visione del film, che, almeno ad oggi, sono sempre diverse e più disparate, tendenti all’infinito.

Inizierò da una che avevo già scritto:

Premessa: Inland Empire necessita più visioni. Vederlo una volta non serve a nulla, o meglio vederlo una volta è sbagliato perché sottende di voler praticare il consumo dell’opera d’arte come un prodotto e il film non te lo permette proprio, si ritrae. Invece più lo vedi e più ti emozioni, provi davvero una sorta di vertigine da grande sinfonia di un grande maestro (sindrome di Stendhal).

Inland Empire, sinfonia di un tributo d’amore allo spettatore

Ma quello che è ancor più sorprendente, che dopo questa premessa che parrebbe in opposizione allo spettatore come consumatore dell’opera, in realtà si scopre che invece il film è forse il primo tributo d’amore totale della storia del cinema verso lo spettatore.

Vediamo perché: il film infatti si presenta come un vero e proprio transfer di una spettatrice (la lost girl) attraverso un medium (uno schermo) in una molteplicità di storie che si intrecciano l’un l’altra alla ricerca dell’unica grande verità del ruolo dell’arte, ovvero la capacità di creare empatia e immedesimazione (anche solo come cura psicologica per trovare conforto nello specchiare la propria vita in qualcun’altro). A tal punto che in Inland Empire la storia narrata si affievolisce per far posto alla storia della spettatrice. Il tutto sui diversi volti interpretati da una straordinaria Laura Dern, che si offre alla sua spettatrice, privandosi man mano di tutte le sue vesti possibili, come recettrice di tutti i suoi stati d’animo possibili (i sensi di colpa, la crudeltà, la ricerca del piacere, la sofferenza..) (e infatti non manca tutto ciò di essere ribadito da pratiche di sedute spiritiche o psicoanalitiche). Un percorso nella psiche sì all’interno della nostra mente come sembra rivelare il titolo (che tradotto sarebbe impero dell’entroterra) che però poi invece è anche solo un’area metropolitana di Los Angeles.

Non è senz’altro la prima volta che il cinema gioca con la sua stessa messa in scena per cercare di attivare un rapporto diretto con lo spettatore (strizzando l’occhio, guardando in camera, mostrando le macchine da presa che spezzano l’incantesimo) ma la grande novità è l’idea che il film si plasmi sul suo ipotetico spettatore assumendo il più possibile le sue sembianze per assecondare in tutti i modi i suoi stati d’animo perché in fondo “lo spettatore ha sempre ragione” (una sorta di democrazia diretta dell’opera d’arte). Gli stravolgimenti del film (pezzi di personaggio che si modificano e diventano la spettatrice ma con ancora alcuni elementi che si portano appresso dal mondo precedente) ricordano quello che passa il sistema di navigazione GPS quando anziché seguire la strada suggerita si fa di testa propria e l’elaboratore per assecondarci rielabora la strada riadattandosi alla nostra decisione. In questo senso appare anche molto più chiaro il percorso di Lynch descritto nel precedente paragrafo (David Lynch e il momento spartiacque: Twin Peaks) rispetto ai suoi “film rebus” in cui l’autore non è poi così interessato ai mondi paralleli, all’ultra terreno ai passaggi di stato, agli indovinelli ma all’esplorazione delle nostre emozioni e stati d’animo che poi fanno accendere quella scintilla dell’empatia che da sempre regola la capacità di fruire l’arte.

Doppia Lettura, prima ipotesi

Esistono due chiare letture in antitesi tra loro: la lettura empatica e la lettura razionale. Una nega l’altra, una tenta di divincolarsi dall’altra. Forse, o almeno per me, la lettura empatica è stata la prima possibile, dettata dalla grande capacità di Lynch d’invenzione visiva riversata nel film. E parla del cinema e delle storie, della loro capacità di entrare in empatia con gli spettatori, di creare la famosa immedesimazione e di attraversare i diversi piani dell’attenzione e delle emozioni, di diventare meta appunto, di fare un vero e proprio viaggio nella mente, come sembra voler dire il titolo, riuscendo a passare da un epoca ad un’altra, da stati sociali ad altri, tramite medium e psicanalisti, tutti visti come possibili narratori di un’altra storia. Simbolismi, messaggi cifrati, non detti, premonizioni, incantesimi e maledizioni. C’è di tutto a tenere assieme una materia complessa e apparentemente totalmente sfibrata. Ecco se fosse solo questo noi avremmo un super film con scene visive molto significative sapientemente miscelate con bravura dal regista. Ma non è solo così. In realtà se scavi più a fondo scopri che esiste una struttura narrativa molto solida dietro al tutto. Esiste una trama, una storia, messa sì molto a sotto sopra ma sempre rispettata. La lettura razionale permette di scovare una trama complessa molto rigida che è rivelata dagli attenti titoli di coda e dalle visioni successive, quando si riesce a porre in secondo piano il pathos empatico, il film più emozionale. Era già successo precedentemente con Mullholland Drive e anche in Lost Highways e questo approccio possiamo dire che è sempre stata un’ambizione lontana di Lynch e del suo modo di narrare, fin dai primi film. Ma la cosa stupefacente di Inland Empire è che il film è costruito proprio su questo presupposto artistico/narrativo di molteplice piano di lettura come motore della messa in scena, a prescindere da quello che si racconta e che si filma. Questo approccio meta letterario fa sì che la trama sia praticamente dissolta ma ricompaia sempre a tratti con grande forza come una sorta di traccia su cui riscrivere la propria partitura. E quindi operando come una sorta di archeologo di una qualche trama sepolta che non esce tutta fuori ma solo in parte, in parti con pezzi mancanti inevitabili che costituiscono l’alimentazione di un grande mistero, che è sempre stata un’arma lynchiana chiave di tutto il suo percorso poetico. Ma se nei suoi precedenti film il genere del mistero è sempre percepibile come tale nel suo plot in Inland Empire è davvero un sottofondo, un qualcosa che sta lì e che si può o meno seguire. La trama che ha sì una sua forma univoca si può anche leggere in tante trame, in tante storie parallele intrecciate tra loro.

Tentativo di restituire la trama in base a quanto visto

Una prostituta e un suo cliente in un albergo entrano in una stanza da letto e, parlando in polacco, consumano un rapporto sessuale. Lei dice di avere paura. Una ragazza (la ragazza perduta da ora in poi), forse la stessa di prima (?), seduta e avvolta in un lenzuolo, piange e guarda la televisione. La prima cosa che vede è una sorta di sit-com con tre conigli antropomorfi (rabbits) Jack, Suzie e Jane. Jack esce dalla porta della stanza/palco e si materializza in una sala ben arredata. A seguire in questa stanza due persone parlano della possibilità di un’apertura. Segue la scena della vicina che arriva in una bella villa per presentarsi alla padrona di casa Nikki Grace, una giovane attrice, con la quale beve un caffè e parlano della prossima parte in un film, di cui Nikki è in attesa di ricevere notizie. La vicina racconta una vecchia storia polacca sulla “scoperta del male”. La scena si conclude quando la vicina fa vedere a Nikki lei stessa il giorno dopo seduta sul divano di fronte a loro con le sue amiche. Mentre parlano e ridono, Nikki riceve la telefonata dal suo agente che le comunica che ha ottenuto la parte. Esultano assieme, si scorge il marito Piotrek che guarda dall’alto delle scale, meno entusiasta di loro. La scritta Hollywood apre la scena che si sposta nell’ufficio di uno studios dove il regista Kinglsey incontra per la prima volta i due protagonisti del film, Nikki e Devon Berk assieme al produttore e alla troupe. A seguire Nikki e Devon sono ospiti di un programma televisivo in cui la presentatrice provoca i due su possibili liason amorose tra loro durante le riprese di questo film. Nel backstage il manager di Devon gli dice di stare lontano da Nikki dato che il marito sa sempre tutto ed è molto potente. Nikki torna a casa con le amiche. Sul palco Nikki e Devon si incontrano con Kingsley e il suo assistente Freddie per provare una scena del film On High in Blue Tomorrows dove interpreteranno Sue e Billy, durante la quale sentono dei rumori provenienti dalla scenografia, Devon si alza per andare a vedere ma non riesce a vedere nessuno. A seguire di questo episodio Kingsley racconta che il film si tratta di un remake di un vecchio film, basato su un vecchia storia zingara polacca chiamata “Vier Sieben”, che non fu mai finito poiché i due protagonisti vennero assassinati. Segue un breve dialogo tra Nikki e il marito Piotrek e un’anziana coppia in visita riguardante la non conoscenza della lingua polacca da parte di Nikki. In un commissariato entra in scena una donna Doris, che scopriremo in seguito essere la moglie di Billie, che parla con un’ispettore affermando di essere stata ipnotizzata e che presto ucciderà qualcuno. Poi scopre le bende che ha sulla pancia rivelando una ferita causata da un cacciavite che ancora è lì. Intanto il film prosegue e Nikki e Devon girano una scena in cui sono in un gazebo e flirtano ma Nikki avvisa che non possono farsi coinvolgere in questa storia. A seguire in una pausa dalle riprese Freddie chiede dei soldi ai due attori per pagare l’affitto. Mentre truccano Nikki si sente la voce di Kingsley che parla di una anziana signora che ha chiesto “chi interpreterà Smithy”, che è il marito di Sue. A cena Piotrek porta Devon al piano di sopra e lo minaccia intimandogli di lasciar perdere Nikki, perché i vincoli matrimoniali vanno rispettati e aggiungendo che ad ogni azione ne deriva una conseguenza. Seguono altre scene dal set, in una Sue ha fatto visita a casa di Billy, che è solo senza famiglia, e quando sta andando via lui le chiede di restare per bere un drink. In un’altra scena durante una pausa Devon chiede a Nikki se ha voglia di andare ad un ristorante alla fine delle riprese e Nikki accetta. Le scene successive rivelano che Billy e Sue cominciano ad avere una relazione. Ma Nikki confonde i piani della recitazione con quello reale. In una scena, mentre parla con Devon, delle sue paure che suo marito abbia scoperto tutto si domanda “ma dannazione sembra un dialogo del film” e a quel punto si senta la voce di Kingsley che ferma l’azione chiedendo “cos’è che non va”. Devon chiede lumi al produttore sulle voci della maledizione del film originario, il produttore gli parla delle “storie di Hollywood”, delle storie che nascono dall’immaginazione, facendo riferimento al “mettere a rischio il lavoro di Nikki sul set”. Nikki e Devon o Sue e Billy si baciano. I due si ritrovano a letto presi nel loro primo rapporto sessuale, qui la distinzione tra attori e personaggi diventa labile (Nikki chiama Devon, lui le risponde chiamandola Sue, lei gli dice “Sono io Nikki, guardami stronzo”). A spiare la scena c’è Smithy, il marito di Sue (che è lo stesso attore che interpreta Piotrek). La scena successiva è quella che raccontava Nikki durante la scena del rapporto sessuale, mentre si dirige verso la macchina posteggiata in un vicoletto scorge una scritta “Axxon N.” scritta su una porta con una linea e una freccia. Sue entra nella porta e passando in ambienti oscuri si ritrova sulla scena della prima prova fatta da Nikki, Devon Kingsley e Freddie e si accorge di essere lei l’elemento che interrompe la prova e desta l’attenzione di tutti. Devon le viene incontro ma non riesce a vederla. Sue scappa e si accorge della presenza di Smithy dietro di lei, che appare in una finestra illuminata. Sue entra nella scenografia/casa scappando ma chiamando Billy (forse non è più sicura che Devon sia Billy, che comunque non riesce a vederla). Fuori dalla finestra ora si vede un giardino. Sue esce e si ritrova in quel giardino e poi rientra in casa. In casa c’è anche Smithy che si mette nel letto. Sue si muove nei corridoi della casa e si ritrova in una stanza dove c’è una enigmatica lampada rossa e dopo un tensione elettrica appaiono dall’oscurità un gruppo di ragazze (le valley girls) che parlano di un uomo e di pratiche sessuali, Sue piange mentre loro sghignazzano. Dopo essersi coperta gli occhi Sue si ritrova in una strada innevata in Polonia assieme a due ragazze di prima (Lanni e Chelsi). Riappare il grammofono di inizio film e compare la ragazza perduta che sembra parlare a Sue spiegandole che se vuole vedere deve indossare l’orologio e con una sigaretta fare un foro in una seta e guardare attraverso. Infine Sue si ritrova a letto con Smithy e poi si ritrova, in prima mattina, a preparare la colazione ed è colta da un malore che la costringe a piegarsi. Poi si vede Sue entrare in casa con la spesa mentre Smithy si aggira guardingo in altre stanze della casa. Poi Sue prova a fare come detto, indossa un orologio e buca una sottoveste di seta per vedere. Vede nuovamente lo scenario in Polonia, ambientato a fine XIX o inizi XX secolo, la ragazza perduta, vestita con abiti del tempo, discute con un uomo (che è lo stesso visto in apertura del film che parlava di un’apertura), poi la scena si sposta su un altra coppia, una donna, vista solo di spalle, dice ad un uomo, che è nuovamente l’attore che interpreta Piotrek e Smithy, che non può dargli figli e che non gli permetterà mai di averla, mai! Dall’altra parte l’uomo sta percuotendo la donna. Infine il secondo uomo è fermo in strada, sembra in attesa, ed un uomo gli chiede l’ora. Riappare la ragazza perduta che con gli occhi bagnati dalle lacrime guarda il volto dell’uomo in strada. Riappaiono i conigli nella scena di prima che si tinge di rosso, e poi Jack si siede ad una scrivania in un ambiente tetro. Segue una scena in cui una donna sembra indicare la strada con le braccia a Sue. Sue sale delle scale e sembra trovarsi nello stesso ambiente dove avevamo visto Jack ed ha con sé un cacciavite e la faccia livida. In realtà ad aspettarla c’è un uomo, Mr. K, a cui Sue è stata indirizzata e che avrebbe potuto aiutarla. Sue comincia a parlare della sua storia, iniziando da una vicenda in cui un tale stava per violentarla ma lei gli cavò gli occhi. A seguire Sue è di nuovo nella casa, la sigaretta è ancora accesa, e ritrova le Valley Girls che parlano della fine della storia di una di loro. Infine ridono parlando delle tette e inizia una sequenza di ballo e poi le ragazze spariscono. Sue si ritrova a cenare in cucina con Smithy, che si lamenta della birra “che è un piscio”, Sue gli dice di essere incinta, Smithy non la prende bene. Tornano le ragazze che ballano un lento. In piena notte Sue si alza e va a fare una telefonata, sta chiamando Billy ma rispondono dalla casa dei conigli (si sento le risate del pubblico). Di nuovo il passaggio nella seta e Sue si ritrova da Mr. K. dove racconta che l’uomo con cui viveva un giorno l’aggredì con una sbarra di ferro perché pensava che lei avesse un altro uomo, lei reagì con un “calcio sulle palle” e lo fece piangere, Mr. K le chiede allora se era vero che lei avesse un altro uomo e lei risponde che aveva dei rapporti sessuali con qualche altro ragazzo per qualche drink. Ricompare Sue nel giardino che organizza un barbecue con Smithy, mentre lei parla con Lanni e Chelsi “ditemi se mi avete già visto prima d’ora”, Smithy si versa il ketchup sulla maglietta, nella quale appare la ragazza perduta che prega “allontana da me questo sogno peccaminoso che si è impossessato del mio cuore”. Siamo di nuovo nel vecchio mondo in Polonia e una donna sale le scale con un cacciavite in mano, poi nel buio si sente un urlo e a seguire vediamo una donna morta ferita all’addome. Compaiono nuovamente Lanni e Chelsi e che domandano guardando in camera “chi è quella?” dietro si vede la figura della donna vista prima che intimava al marito che non gli avrebbe mai permesso di averla. Poi si rivede la ragazza perduta che passeggia in strada e incontra l’uomo con cui aveva avuto la colluttazione che le rivela che c’è stato un omicidio di una persona che lei conosce, perché li ha visti insieme. E dopo appare l’uomo interpretato dallo stesso attore di Piotrek e Smithy morto sulle scale. La ragazza perduta che guarda la tv piange. Si torna al barbecue dove arrivano degli ospiti, amici di Smithy, sono dei lavoranti di un circo dove lui comincerà a lavorare occupandosi degli animali. Riappare Sue con Mr.K. che spiega che l’uomo di prima finì a lavorare con un circo e fa riferimento al fantasma, che è interpretato dall’uomo che compare all’inizio per cercare l’apertura del film e nel vecchio mondo con la ragazza perduta. Nel soggiorno della casa di Sue tornano le Valley Girls che si preparano alla serata. Sue guarda fuori dalle tende ed esce di casa e si reca presso la villa di Billy. Lì entra dalla porta della servitù e trova in soggiorno Doris con il figlio e un dottore. Sue pensava che Doris fosse andata via, entra Billy e Sue le rivela il suo amore ma Billy le chiede di andarsene e Doris la schiaffeggia. Compaiono le immagini di Doris al commissariato di polizia, la donna polacca morta sulle scale e il fantasma che parla in modo incomprensibile (sembra un maleficio) con il dito alzato. In una foresta Smithy e l’altro uomo che apparse all’inizio del film con il fantasma per cercare l’accesso arrivano in un sito di baracche dove trovano uno degli uomini del circo e Smithy gli chiede del fantasma, lui risponde che è andato via e “ha detto qualosa a proposito di Inland Empire” . Compare una scena in cui Sue cammina su un sentiero e avvicinandosi alla camera rivela il volto sfigurato da un’espressione di terrore. Sue nuovamente a casa sua riceve la visita di una donna che le dice che un debito deve essere saldato e poi le chiede se conosce l’uomo della casa accanto che si chiama Crimp. Sue si dirige nel giardino della casa accanto e ad un tratto appare Crimp (il fantasma) con una lampadina rossa in bocca che quando Sue la vede le fa rivenire in mente la lampada rossa in casa. Spaventata Sue raccoglie un cacciavite da un carrello e se ne va. Crimp guarda Sue andare via e scompare. Siamo di nuovo in Polonia Smithy è accompagnato nuovamente dall’uomo di prima ad una seduta spiritica che tengono tre anziani con la ragazza perduta. Smithy non vede la ragazza ma la sente. Smithy asserisce di lavorare per qualcuno e quel qualcuno è l’uomo di cui ha parlato la ragazza perduta e allora gli anziani gli dicono di capire, “il cavallo venne portato alla sorgente” asserisce uno. Tirano fuori una pistola e dicono a Smithy di prenderla e di andare. La ragazza perduta svanisce gli anziani si dispongono in altre posizioni che convergono in una dissolvenza con i conigli che nella loro scena parlano e tirano fuori alcune frasi criptiche come “tanto lo scoprirò un giorno”, “era rosso”, “era l’uomo con il soprabito verde”, “aveva a che fare con la lettura dell’ora”. Sue ora è seduta su una sedia fuori dalla casa con una tempesta in corso, si sovrappongono immagini di lei nella casa con le Valley Girls che le ballano intorno, finché in un crescendo di rumori e lampi elettrici Sue urla e la scena si trasferisce su un boulevard di Los Angeles e le Valley Girls sono lì come prostitute. Sue è nello stato che avevamo visto nell’incontro con Mr.K. E dice “Sono una puttana” e poi con ghigno “Dove mi trovo ora?” “Ho pauraaa”. Dall’altro lato della strada sembra comparire dietro un albero Doris, vestita come nella sala dell’interrogazione. Mentre Sue con il cacciavite in mano passeggia scorge nuovamente la scritta Axon N. su una porta. Si volta e scorge dall’altro lato della strada lei stessa con le Valley Girls che le fa una boccaccia spaventandola. Poi vede Doris che viene verso di lei e quindi comincia a scappare ma poi ritrovandosi con il gruppo delle ragazze. Lanni ride e si ritrovano in una strada innevata in Polonia, Chelsi guarda Lanni e Lori e le dice “Guardatemi, ditemi se mi avevate già conosciuta prima”, le altre ridono. Sue continua la sua fuga, “qualcuno vuole uccidermi”, arriva in un locale e riesce a convincere perché conosce “Carolina” il buttafuori a farla entrare . Dopo aver assistito a uno spettacolo di cabaret Sue si fa accompagnare dietro le quinte dove le viene indicato dove andare con una scena che confluisce in quella già vista delle mani che indicano il percorso oltre le tende rosse. Qui Sue si ritrova sulle scale che la portano da Mr.K. e si arriva all’ultima parte del discorso “mio marito mi nasconde qualcosa” “si comportava in modo strano”. In un flashback i due stanno avendo una colluttazione violenta e Smithy rivela a Sue che non può avere figli. Proseguendo nella sua confessione con Mr.K. Sue rivela che quello che seguì la morte di suo figlio fu un periodo piuttosto brutto, in cui si sentiva in mezzo guardando tutto intorno, come nel buio del teatro prima che la scena si illumini. Poi squilla il telefono, Mr.K. va a rispondere e dice alcune frasi ermetiche: “non credo che ci vorrà ancora molto” “il cavallo alla sorgente” “Crampi è qui da qualche parte, questo è sicuro”. Sue a quel punto se ne va e riesce fuori sui buolevard. Si riunisce con le girls, Doris è ancora lì nei dintorni “là da qualche parte”. Lei è ancora terrorizzata ma le ragazze non la prendono sul serio allora Sue cerca di scherzare con loro poi tira fuori il cacciavite, le ragazze si spaventano e di disperdono, arriva Doris che le prende il cacciavite dalla mano e glielo rivolta contro colpendola. Terrore, Doris scappa, le ragazze anche. Sue si trascina ferita nella strada. Attraversa Hollywood Boulevard all’incrocio con Vine e infine si butta in terra accanto a una senza casa e una coppia di tossici. La donna senza casa le dice che sta morendo. Riprendono a conversare su come raggiungere Pomona con gli autobus e la donna della coppia racconta di un’amica con una parrucca bionda che vive a Pomona incasinata con le droghe pesanti e che per vivere fa la prostituta. Poi Sue vomita sangue e a quel punto si risdraia e la signora senza casa le dice che va tutto bene sta solo morendo e le accende un accendino davanti agli occhi per guidarla a morire “ti faccio vedere la luce, brilla luminosa per sempre, niente più bui domani, ora sei tra le stelle gioia”. A questo punto si capisce che siamo ancora nel film On High in Blue Tomorrows perché appare la cinepresa e Kingsley chiama lo stop. Gli attori si alzano, Nikki per ultima. Sembra stregata, non parla con nessuno e dopo un abbraccio con Kingsley esce dal teatro di ripresa. Lì si guarda intorno tra i diversi teatri di ripresa finché guarda in camera e sembra guardare la ragazza perduta, sempre in lacrime, che al contempo sembra guardare lei attraverso il televisore. A quel punto Nikki entra attraverso delle tende rosse in un teatro di proiezione (una sorta di altro luogo). Qui Nikki vede se stessa, e in un secondo momento vede un pezzo della sua confessione con Mr.K. “come in un teatro prima che la scena si illumini”. Nikki si accorge sullo schermo che Mr.K. sta passando proprio in quel momento nel teatro e così si volta e lo vede salire delle scale. Finisce per salirle anche lei e si ritrova in una sorta di locale tecnico dove su una porta ricompare la scritta “Axxon N.” apre la porta e al varcare la soglia si accorge di essere nella scenografia della casa di Sue. Si dirige verso la camera da letto e verso il comodino dove c’è una delle tante lampade rosse. Lì nel cassetto trova la pistola di Smithy poggiata sul suo soprabito verde che prende. Esce dalla stanza e prosegue a perlustrare gli ambienti della scenografia della casa. Ad un certo punto vediamo arrivare negli stessi ambienti anche il fantasma. Fino a che Nikki arriva in un corridoio verde illuminato da appliques che sembrano candelari che la porta di fronte ad una porta tra due appliques che ha un numero “47”. Lì avviene l’incontro con il fantasma, che arriva dalla parte opposta del corridoio. Nikki lo vede arrivare e gli spara più volte. Il fantasma sembra quasi gioire ad ogni sparo finché il suo volto illuminato da una luce forte si trasfigura nel volto della stessa Nikki con un sorriso deforme (sembra quello di Sue visto prima) e poi ancora in una sorta di mostro con occhi e bocca tumefatti e dalla cui bocca esce sangue rosso scuro. Siamo nella scena dei conigli, si apre la porta, si spengono le luci di scena e rimane solo una luce intermittente provenire dalla porta. Entra nella scena Nikki sofferente. Nikki meravigliata guarda il palco con una controluce blu davanti. Poi si scorgono Lori e Lanni che corrono allegre. Le sta guardando anche la ragazza perduta in televisione. Subito dopo vediamo la televisione che inquadra la stessa ragazza perduta che guarda la televisione mentre entra Nikki nella stanza. Le due si abbracciano e si baciano. Nikki svanisce. La ragazza perduta finalmente sorride ed esce dalla stanza, fa delle scale, apre una porta ed entra nella casa di Sue, sente aprire la porta di ingresso, e compaiono Smithy con un ragazzo che sentono dei rumori. “Chi c’è?” chiede Smithy, “Sì?” risponde la ragazza perduta che si presenta in soggiorno. I due ridono felici e si abbracciano e abbracciano anche il ragazzo. Torna la controluce blu e torna Nikki con un sottofondo di applausi registrati (come una sti-com). Nikki trattiene una certa felicità. In sovrapposizione compare una ballerina. Di nuovo il palco e la controluce blu, di nuovo la ragazza perduta e Smithy che si carezzano e subito dopo in dissolvenza vediamo la vicina dell’inizio film guardare Nikki (come nel momento in cui le indicava dove sarebbe stato l’indomani) e Nikki volta il viso e guarda se stessa con un abito celeste sul divanetto davanti a lei ricambiare lo sguardo. Dissolvenza nero. Inizi la sequenza dei titoli di coda in un soggiorno principesco notturno dove appare per prima una ragazza con una gamba di legno (la sorella del fantasma?) che guardandosi attorno dice “Bello” e a seguire una ragazza con parrucca bionda con scimmietta (l’amica della ragazza giapponese della morte di Sue?), Laura Harring (protagonista di Mullholland Drive e accreditata come voce del coniglio Jane) che ci manda un bacio, Laura Dern con il vestito celeste che contraccambia il bacio seduta nel divanetto con Nastassja Kinski, un uomo con cappelletto di lana, poi entrano le Valley Girls che cominicano a ballare a cui si aggiunge un altro gruppo di ballerine di colore capitanate dall’attrice Monique Cash (che canta in playback la canzone Sinnerman di Nina Simone), accompagnata da un pianista e mentre un boscaiolo col cappuccio rosso sega un albero. Questa messa in scena con ballo va avanti mentre scorrono i titoli di coda fino alla fine della canzone.

Dalla trascrizione della trama non si ricava un bel niente.

Ecco tentato di trasporre la trama nel modo più fedele rispetto a quanto visto e analizzando quindi i dati a disposizione, capiamo che Lynch sia abilissimo a sottendere i dati più importanti della trama per costruire il mistero nel miglior modo possibile e non tradirlo mai. “Chi è quella” dicono Lanni e Chelsi. E si riferiscono ad uno dei punti chiave, nella tradizione narrativa di un mistery, della storia razionale: l’omicidio. Chi commette l’omicidio non lo scopriamo mai. Possiamo supporlo. Che sia la moglie dell’uomo che la tradisce con la ragazza perduta che uccide il marito e e poi lei stessa? O che sia il fantasma, in quanto il vero cattivo, che uccide per conto di lei sia la donna ma poi, di sua iniziativa, anche l’uomo? Che sia la snatura ambigua della stessa ragazza perduta (che si plasma poi sia nel personaggio Sue, che ripercorre la sua storia sia nell’attrice Nikki che entra nel personaggio) a generare i delitti, almeno nella sua testa? Notare che tutti questi plot (possibili spiegazioni) sono molto simili a precedenti lavori di Lynch: Bob che uccide tramite il corpo di Leland Palmer o altri (Twin Peaks), Diane che assolda il killer per uccidere Camilla (Mullholland Drive), la doppia personalità reale e virtuale di Renée e Alice (Lost Highways). Detto tutto ciò, infatuatici di tutto ciò, Lynch non ci dice nulla, in Inland Empire è categorico quel pezzo lì non lo trovate da nessuna parte, scrivetelo voi (un po’ come sto facendo io, quale miglior motore di attenzione e partecipazione che offrire la possibilità ad ognuno di scrivere il proprio finale). Proprio quello che non gli fecero fare con Twin Peaks (il conflitto con la produzione che voleva che a un certo momento si dicesse chi fosse ad aver ucciso Laura Palmer), le precedenti sperimentazioni tentate con le trame rebus di Lost Highways e Mullholland Drive. Eppure nella storia di On High in Blue Tomorrows la scena dell’assassinio è presente: ed è Doris a commetterlo, la moglie di Billy che però rivela appunto di essere sotto ipnosi di un uomo che quasi tutto porta a pensare che sia il fantasma. E allora le analogie con la storia del mondo vecchio in Polonia (che si suppone essere la storia del film originale) porterebbero a pensare che la moglie è l’assassino anche lì, ma non torna che anche lei sembra morire ancor prima del marito. Che relazione passa tra la ragazza perduta e il fantasma? Sono marito e moglie? O forse la ragazza perduta è una prostituta e il fantasma il suo protettore? Forse c’è stato uno scambio nelle due storie? Forse Nikki/Sue ha preso il posto del marito (nel ruolo di traditori)? E Doris ha preso il posto del fantasma (che l’ha ipnotizzata)? E la maledizione si ripete rispettando le dinamiche? Ma allora è morto anche Billy che in effetti, da dopo la scena in cui Sue si palesa come amante in casa di Doris e Billy, non compare più? La cosa bella (e già in Lost Highways e Mullholland Drive era così) è che nulla torna fino in fondo, torna sempre un pochino, sembra sempre che quella è la soluzione ma poi compare un dettaglio che smonta tutta la tesi: portarti a capire e dimostrarti che non hai capito nulla.